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Domande e Risposte Frequenti

1. Cos’è la Cooperazione transnazionale e a cosa serve?
La cooperazione transnazionale è promossa dal Regolamento Fse 1081/2006/CE quale strumento per contribuire alla modernizzazione del modello sociale europeo e alla riforma delle politiche dell’occupazione, dell’inclusione e della formazione.
La cooperazione transnazionale si basa sul presupposto che trarre insegnamenti da altri Paesi o Regioni in modo organizzato, attraverso scambio di idee e sviluppo congiunto - stabilendo analisi comparative e valutazioni come strumenti per l’apprendimento e per migliorare le operazioni - costituisca uno strumento ulteriore per lo sviluppo dell’Unione europea dal basso e stimoli la creazione di un’identità UE. Coerentemente con il Metodo del Coordinamento Aperto, Stati, Regioni ed organizzazioni possono infatti sperimentare e monitorare azioni comuni su obiettivi condivisi, sviluppando soluzioni di contrasto ai fenomeni di esclusione e di promozione delle migliori prassi, in termini di inclusione sociale e professionale. L’Italia, nella nuova programmazione 2007-2013, ha scelto di dedicare alla Cooperazione transnazionale un asse specifico in ogni Programma Operativo.
 
2. Quali sono le modalità per realizzare le attività transnazionali?
Le attività di scambio e apprendimento reciproco previste dalla Cooperazione Transnazionale, si possono svolgere in contesti diversi, tra cui:
  • cooperazione tra progetti realizzati in vari Paesi/Regioni;
  • cooperazione tra reti che operano su tematiche simili o all’interno di uno specifico territorio;
  • cooperazione tra istituzioni/autorità di gestione come forum di discussione su problematiche simili.
3. Come si progetta un’ attività di cooperazione transnazionale?
Il quadro di riferimento è l’Avviso pubblico emanato dall’Autorità di Gestione che dà tutte le indicazioni necessarie per poter strutturare una progettazione di massima, volta a identificare finalità, obiettivi e strategia del progetto. La progettazione deve prevedere una fase preparatoria, articolata in:
  •  definizione dell’obiettivo dell’intervento;
  •  verifica delle competenze e delle risorse dell’organizzazione proponente;
  •  individuazione del/dei partnere una fase attuativa, che prevede:
     -
    elaborazione del programma di lavoro; 
     -
    formalizzazione del partenariato;
     - 
    monitoraggio e valutazione delle attività.
4. Quali sono gli elementi da tenere in considerazione nella stesura del programma di lavoro?
Nella fase di stesura del programma di lavoro è necessario tenere presente i seguenti aspetti:
  • obiettivi e strategia d’intervento;
  • attività;
  • identificazione di ruoli e responsabilità di ciascun partner;
  • strategia di comunicazione;
  • metodologie e strumenti di valutazione delle attività e dei risultati con descrizione di indicatori verificabili;
  • budget (risorse finanziarie, strutturali e umane disponibili).
5. Come si definisce l’obiettivo di intervento delle attività transnazionali?
Prima di tutto è necessario avere ben chiaro se dalla cooperazione transnazionale si intende:
  • importare o esportare modelli efficaci di intervento;
  • sviluppare insieme ai partner europei idee, modelli e prodotti innovativi;
  • condividere pratiche di successo tramite lo scambio di partner, formatori e project leader.

E’ ad ogni modo di fondamentale importanza acquisire un quadro informativo generale sulle esperienze pregresse, così come considerare le evoluzioni in materia di mercato del lavoro e inclusione in atto a livello locale.

6. Qual è il primo passo da fare prima di avviare un partenariato?
Prima di avviare un partenariato, è necessario che l’organizzazione verifichi la presenza o meno al proprio interno di specifiche competenze e risorse (finanziarie, umane e strutturali) fondamentali per un lavoro di cooperazione transnazionale. Innanzitutto, al fine di garantire il coinvolgimento dei partner e la visibilità del lavoro svolto, è di particolare rilievo la presenza di personale che abbia buone capacità comunicative, di coordinamento e informatiche.
 
7. Come scegliere i partner transnazionali?
Prima di tutto è necessario decidere se avvalersi della collaborazione di partner con i quali si è già lavorato in precedenza, nel caso in cui si decida di coinvolgere nuove organizzazioni è utile tenere in considerazione i seguenti criteri per orientare la scelta :
  • quali caratteristiche (organizzative, settoriali ecc.) devono avere i futuri partner;
  • quali apporti specifici (in termini di conoscenze, esperienza, competenze, ecc.) possono fornire al progetto;
  • quali criteri specifici devono soddisfare ad esempio, dislocazione geografica, lingua di lavoro, rapporti consolidati con il mondo imprenditoriale, piuttosto che con agenzie per l’impiego o istituti scolastici ecc.
8. Quali strumenti sono a disposizione per la ricerca dei partner?
L’autorità di gestione ha predisposto uno strumento informatico disponibile all’indirizzo  http://www.transnational-toolkit.eu  dove è possibile registrare un proprio profilo e ricavare informazioni riguardo: caratteristiche, attività e precedenti esperienze transnazionali dei potenziali partner iscritti. E’ possibile eseguire ricerche per parole chiave.
 
9. In che modo può essere organizzato il partenariato?
I modelli organizzativi adottabili possono essere diversi, i più diffusi sono:
  • il modello tipo consorzio, che ha mostrato di garantire buoni risultati laddove i partner possiedono livelli omogenei di esperienza nella dimensione transnazionale e sono disponibili a condividere le responsabilità;
  • il modello radiale, in cui i partner affidano il ruolo guida all’organizzazione più esperta nelle attività di networking europeo.